Trentaquattresimo giorno  Melide – Arzùa   12 Km

 

Tappa vergognosamente breve, cielo nuvoloso e al solito percorso ondulato, incontriamo i primi boschi si eucalipto che ci accompagneranno praticamente fino a Santiago. E’ strana la sensazione che creano questi alberi col fusto alto e dritto, particolare la differenza del fogliame tra le forme giovani con foglie di un verde brillante con quelli sviluppati, con la corteccia che cade a brandelli e foglie argentate. Il profumo è penetrante ma resta una sensazione di spaesamento per un ambiente che sembra venire da lontano.

Pur prendendola calma arriviamo alle undici e mezza, inganniamo l’attesa consumando un po’ delle provviste che abbiamo negli zaini e qualche frutto acquistato da Giannina. Durante l’attesa osserviamo con sufficienza i pellegrini dell’ultima ora che spingono il muro dell’albergue per fare stretching e stendere i polpacci doloranti, sono spesso gruppi  organizzati, più attenti agli equilibri interni e di conseguenza più chiusi nei confronti degli altri pellegrini, sottile forma di snobismo? Non so che dire di fatto c’è poca affinità con loro.

                                                    Ci sistemiamo, l’albergue è piccolo ma ben organizzato,un vecchio edificio ben ristrutturato e accogliente. La cittadina è piccola ma troviamo ben viva la piazza piena di giochi di bimbi, ceniamo accompagnati dalle loro voci e godiamo fino all’ultimo il sole che ormai tramonta dopo le nove. Mancano 38 chilometri.

 

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