Trentatreesimo giorno Palas de Rei – Melide 16 Km
Che dire, si vive una sensazione di vuoto, non si avverte più davanti a noi un compito da adempiere, mancano poco più di sessanta chilometri a Santiago. Tre giorni prendendola comoda ma abbiamo il volo di ritorno prenotato per martedì e oggi è solo mercoledì, un po’ di margine che ci eravamo presi per far fronte ad eventuali imprevisti che per fortuna non ci sono stati, troppo poco per puntare a Finisterre (e sinceramente anche poca motivazione). Così riduciamo la lunghezza delle tappe per consumare un giorno di più in cammino.
Prima colazione a Palas de Rei, nel bar Giannina affascinata da una piattiera ornata da pizzi fatti al tombolo, anche lei lo ha fatto e riesce a valutare la quantità di lavoro che ha richiesto, così trasmette la sua ammirazione alla moglie del barista. Si
cammina nel solito paesaggio vario e ondulato in zone ricche di acqua che si supera
sfruttando grossi massi posati a fianco del percorso. L’occhio cade sui minuscoli zaini dei pellegrini degli ultimi cento chilometri, pallidi e rumorosi, rispondiamo controvoglia al
classico “Hola” o “Buen camino” di saluto carichi dei nostri zaini
e dell’esperienza di tanti chilometri. E’ una frattura che pesa e rende meno intensi gli ultimi giorni.
Piccoli gioielli: un minuscolo ponte romanico, una cappelletta con un crocifisso inusuale. 
All’arrivo l’attesa ormai abituale, dopo le tappe brevi, dell’apertura dell’albergue, ma la serata si chiude con un classico imperdibile: finalmente un “polpo alla gallega” nella pulperia Ezequiel la migliore del cammino dicono le guide. Il posto è molto grande e non sembra a misura di turisti o pellegrini,
piatto unico il polpo di una semplicità
disarmante ma evidentemente la qualità complessiva degli ingredienti ne fa un piatto eccellente. Calderoni di rame per la cottura, olio sopraffino, vino servito in tazze di ceramica, pane grezzo ma saporito, ci sentiamo in completa sintonia con l’ambiente, abbiamo avuto tutto, manca solo la cattedrale.


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